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“Ipertensione arteriosa e monitoraggio pressorio”

“Ipertensione arteriosa e monitoraggio pressorio (CLICCA QUI)” 9 CREDITI ECM

L'ipertensione arteriosa rappresenta il principale fattore di rischio modificabile, la cui presenza è correlata in modo significativo ed indipendente ad un aumento del rischio di sviluppare eventi cardiovascolari (CV) maggiori, tra cui infarto del miocardio, ictus cerebrale, scompenso cardiaco, insufficienza renale e morte per cause CV. É stato altresì dimostrato come il trattamento efficace di questa patologia determini una riduzione sostanziale del rischio di sviluppare queste complicanze, contribuendo alla riduzione del carico globale di malattia correlato alle malattie CV.

Nonostante gli indubbi vantaggi in termini di miglioramento della prognosi, numerose osservazioni, condotte sia a livello nazionale che internazionale, dimostrano chiaramente come il controllo dei valori pressori entro i limiti raccomandati venga raggiunto in una percentuale relativamente bassa di pazienti affetti da ipertensione arteriosa, particolarmente nei pazienti ad elevato rischio CV. Tale dato potrebbe essere in parte spiegato dal fatto che la maggior parte dei pazienti affetti da ipertensione arteriosa presentano molteplici fattori di rischio aggiuntivi, danno d'organo o condizioni cliniche associate, che contribuiscono non soltanto ad aumentare il profilo di rischio CV individuale, ma anche a determinare una certa “resistenza” nel raggiungimento di un controllo efficace dei valori pressori.

Se da una parte lo scarso controllo dell'ipertensione arteriosa sottolinea l'importanza di eseguire un'attenta ed accurata stratificazione del rischio CV individuale, attraverso la ricerca sistematica della presenza di fattori di rischio, segni di danno d'organo e di condizioni cliniche associate, dall'altra parte esso suggerisce anche come debbano essere ricercati altri fattori in grado di condizionare il mancato raggiungimento degli obiettivi pressori raccomandati.

Del tutto recentemente, si sono rese disponibili numerose evidenze sull'importanza della misurazione della pressione arteriosa, non solo nell'ambito del contesto clinico della visita ambulatoriale per la stima del rischio cardiovascolare, ma anche nel contesto del proprio domicilio e mediante l'impiego di altre figure professionali, che possano attenuare o eliminare il cosiddetto “effetto camice bianco” e contribuire a migliorare l'aderenza del paziente alla terapia farmacologica prescritta. Infatti, sia la tollerabilità che l'aderenza alla terapia farmacologica prescritta rappresentano due elementi imprescindibili per ogni strategia terapeutica che ambisca a raggiungere ed a mantenere un efficace controllo dei valori pressori

Sulla base di queste considerazioni, questo Corso si propone di fornire un aggiornamento delle evidenze disponibili in letteratura in ambito di ipertensione, con particolare riguardo al potenziale ruolo del farmacista nella gestione integrata di questa condizione clinica, sia in relazione alla corretta misurazione della pressione arteriosa, che alla verifica dell'aderenza alla terapia farmacologica prescritta. Tale attività è perfettamente rispondente all'evoluzione del ruolo del farmacista più volte delineata dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani e all'implementazione dei nuovi servizi in farmacia, previsti dalla normativa vigente (L. 69/2009, D.Lgs. 153/2009 e Decreti Ministeriali attuativi) e dalla relativa sperimentazione in atto.”


Responsabile scientifico

Giovanni Zorgno

Board scientifico

Giovanni Zorgno, Giuliano Tocci, Luigi Giuliani

n. 10 - Area obiettivi formativi tecnico-professionale

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